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Lo “stile” Paninaro

Postato da admin on ott 7th, 2009 and filed under MODE. Puoi segure tutte le risposte attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un messaggio

timberland

Timberland

Il paninaro coltivava una maniacale attenzione per il proprio stile, rigorosamente di marca. L’abbigliamento del paninaro prevedeva giacconi imbottiti (es. Moncler,Henri LLoyd), stivali da mandriano (es. Frey o Durango), jeans (es. Levi’s , Enrico Coveri, Stone Island o Armani), felpe (es. Best Company), maglioni (es. Marina Yachting), cinture di pelle (es. El Charro), camicie a quadri (es. Naj Oleari), calzini decorati a rombi della Burlington, per i ragazzi e colorati della Naj Oleari per le ragazze e scarponcini (es. Timberland) oppure scarpe sportive Vans (rigorosamente senza stringhe) e più tardi New Balance e Nike. Alcune marche di moto erano solitamente collegate al mondo dei paninari: ad esempio i motocicli Zündapp 125 con scritta 175 sulla fiancata (per andare in autostrada) o i primi enduro della Honda e della Yamaha come il Parigi-Dakar, nonché le Cagiva SST E SXT. Il modo di vestire “paninaro” variava da città a città; così mentre a Milano si usavano le felpe Best Company, a Roma andava per la maggiore il jeans marchiato “Americanino” oppure al posto delle Timberland si usavana mocassini Sebago o Frey. Altri capi di abbigliamento erano il berrettino delle armate americane sudiste e i guanti in pelle scamosciata usati dai netturbini di Pavia e ancora occhiali rigorosamente Rayban di svariati modelli, dai Wayfarer di Tom Cruise in Rain Man ai Caravan di Top Gun. E ancora,camicie Contovento e tutto l’abbigliamento di C.P Company e Stone Island. Anche i negozi erano un culto; Roma spadroneggiava con Energie di via del Corso, mentre a Milano si andava nella Pharmacia della via Durini e a Cuneo da Don Chisciotte.

La moda dei paninari nasce in ogni caso partendo dal fondo. Il primo indumento comune ai primi paninari furono gli scarponcini di lavoro color arancione della Timberland, seguiti poi dal giubbotto da aviatore “bomber”, poi dal giubbotto di jeans foderato di finto pelo all’interno della Levi’s, dal Moncler, da altri tre tipi di giubbotti da aviatore (Schott, bomber canadese e RAF), dalla giacca da vela Henri Lloyd. Per circa tre anni impazzarono anche le toppe sui jeans della Naj Oleari, così come le sue borse e parecchi accessori per le ragazze.

Il negozio di El Charro in via Monte Napoleone divenne una sorta di paradiso degli acquisti, importando dozzine di indumenti in stile texano, prodotti principalmente dalla Lyntone Belts Inc. (Edmond – Oklahoma). Altri negozi di riferimento erano Di Segni e Conforti.

Il vero feticcio dei paninari era il cibo consumato presso alcune catene di ristoranti a ristorazione rapida, che proprio in quegli anni iniziano a diffondersi in tutta Italia. A Roma, ad esempio, la nascita del primo ristorante McDonald’s (nel 1986, a Piazza di Spagna) fu un evento memorabile per i paninari della capitale italiana. A Milano al contrario la maggior parte delle varie compagnie di paninari si ritrovavano in normali bar sparsi in tutta la città e le decine di ristoranti a ristorazione rapida, di Burghy (ad eccezione di quello di piazza San Babila e di Corso Re Vittorio Emanuele II), Wendy, Burger King non erano perlopiù frequentati dagli appartenenti a questa sottocultura giovanile.

5 Commenti for “Lo “stile” Paninaro”

  1. nicola scrive:

    quanto costo di questo scarpe….

  2. antonio scrive:

    ciao, per i paninari di parma andavano tantissimo un modello di boot timberland che chiamavamo “le caccia”, non erano i classici scarponi scamosciati ma erano di cuoio, marrone marrone scuro…qualcuno se le ricorda o ha il nome o foto?!? grazie…

  3. [...] “sbiancata” = delusione mista a sorpresa “le Timba” = scarpe marca Timberland “lo Zundapp” = motociclo diffuso tra i paninari (insieme alla Vespa, a volte definita [...]

  4. Andrea scrive:

    leggete pure con comodo… ci siamo ancora dentro a questa schifezza nel 2010… http://it.wikipedia.org/wiki/Paninaro

  5. Gabriele scrive:

    sto cercando le “caccia” si trovano ancora?

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